venerdì 20 aprile 2018

Domaine Comte Peraldi Ajaccio 2016




Solo 6300 bottiglie nel 2016, per questa convincente interpretazione di uno dei vitigni principi della Corsica, il Vermentino, da una delle proprietà più conosciute dell’isola.

Naso sottile, dapprima su sentori “verdi” di macchia mediterranea, salvia e rosmarino, i quali lasciano campo, in seguito, a fitta mineralità e proiezioni di frutta bianca – mela, pera – e, in fieri, tocchi di acacia e fiori d’arancio.

Palato di vivace freschezza, a basso impatto glicerico, con la frazione minerale che alza la cresta, a discapito di quella fruttata, regalando sorsi pervasi da intense sensazioni salmastre, dimostrando, tuttavia, un lieve, per quanto perdonabile, incedere strutturale.
Finisce moderatamente persistente, con gradevoli rimandi ammandorlati.



venerdì 13 aprile 2018

Alexandre Filaine Champagne Cuvée Spéciale Brut s.a.




A Damery, Vallata della Marna, c’è monsieur Fabrice Gass, ex bottaio della più famosa maison di Aÿ. Un ettaro di vigna, otto parcelle, le tre varietà classiche, per una (micro) produzione che supera, di poco, le cinquemila bottiglie.

Oltre 5 anni fa, su consiglio di un suo amico champenois, dopo un’odissea interminabile per contattarlo, ebbi finalmente la possibilità di conoscerlo e trascorrere con lui un’intera mattinata. Appuntamento alle nove, Rue Poincaré 17, un nome e cognome su un anonimo e minuscolo campanello, lui in cortile, intento a riparare una vecchissima barrique (forse dismessa da Bollinger?).

All’epoca i suoi champagne – due cuvée d’assemblage non millesimate, mentre il primo vintage 2007 (Sensum Vertigo) riposava sui lieviti – non erano ancora conosciuti in Italia. Poi qualcuno, anzi più d’uno, se ne accorse, e ora, a fedele applicazione dell’abituale costume italico/italiota, sono in parecchi ad accampare diritti circa la paternità della scoperta - tramite post, articoli, selfie e interviste peana - e, per conseguenza, a zompare sul carro e a stracciarsi le vesti per i suoi champagne.

Champagne che sono buonissimi, peraltro.
Più facile berli, che descriverli.




La Cuvée Spéciale costituisce l’ingresso di Gass nell’Effervescenza Nobile. Nell’assemblaggio prevale il Pinot Nero – poco sotto la metà – con un 30-35% di Chardonnay e il Meunier a saldare. Niente malò, barrique esauste, almeno 3 anni sur lattes e bassi dosaggi.

Ambiente oxyd, per una bollicina molto fine, e di precisa chiarezza olfattiva.
Parte dritto, speziato e burroso, per volgere su agrumi confit e tocchi floreali e concludere su una incisiva trama salmastro-minerale.

Bocca agile, ampia e simmetrica, orpelli zero e via andare. Materia grassa, cui fa da contraltare una scattante verve acida, per sorsi sapidi, di forte richiamo marino, con scie di nocciola tostata e spezie, su crescente persistenza.

Raccontarne solo adesso, giunto alla fine del mio stock, molto, ma molto massiccio, fatto all’epoca, mi ha permesso di cogliere tanto la rilevante e puntuale regolarità qualitativa, quanto apprezzarne la dinamica evoluzione.


venerdì 16 marzo 2018

Ka’ Manciné Rossese di Dolceacqua Galeae 2015




Adoro il vitigno, da sempre nelle mie corde, ritornato/riportato in auge, non da molto.
Nondimeno, a mio (in)discutibile palato, sono e restano pochissimi gli interpreti che mi trasmettono vibrazioni, checchè ne scrivano gli infallibili guidaioli, anche quelli di nicchia, scopritori di straordinarie pepite enologiche che solo loro. E qui non voglio aprire un postone nel post, perchè non c’ho un ci-a-zeta-zeta-o voglia. Tanto poi, tra mille distinguo, i “sono d’accordo ma…” hanno ragione comunque loro.

Qui, a casa mia, non è un caso che, gli unici pixel spesi, siano stati per il Rossese “Testalonga”, al secolo Nino Perrino, ancorchè ne abbia bevuti, e ne beva, parecchi.
Ad ogni modo, da oggi, anche il Galeae di Piero, Maurizio Anfosso e Roberta Repaci – ci saranno galloni meritati anche per il Beragna, l’altro cru aziendale – entra, a pieno e meritato titolo, nei Rossese del cuore di Vinondo e, ça va sans dire, a maggior ragione, continuerà a varcare la mia cantina, con tutte le attenzioni del caso.

Circa il vino, giusto due coordinate geografiche: Liguria di ponente, Val Verbone, Soldano, nomeranza Galeae, esposizione est.
Per tutto il resto gugolate, con beneficio d’inventario.

Vinificazione e affinamento solo acciaio, per un calice rosso rubino, di esuberante freschezza.
Ricco e ampio bouquet, il cui incipit verte sulla carnosità del frutto – ciliegia, agrume e lampone – declinando, successivamente, un coté vegetale di alloro e cenni di macchia mediterranea, impreziosito da un netto carattere pepato.

Completa approvazione del palato con l’impronta olfattiva, di limpida timbrica territoriale. L’ossigenazione allarga e distende il liquido, portando in dote puntuale mineralità e confermando scattanti toni speziati.
Sorsi ritmati, ariosi e di appropriata trama tannica.
Malgrado qualche scodata alcolica nel finale, la beva scorre golosa, per una chiusura pulita, a forte densità balsamica e di buona persistenza.
La sua potenzialità evolutiva è molto più di un azzardo.

Il Rossese che mi piace e cerco: spontaneo e di naturalezza espressiva, mai artificioso e privo di sofisticherie. Se il vino è il figlio del vignaiolo, è giocoforza che mi accinga a conoscere cotanto padre e cotanta madre.

Del mio cartone da sei, comprato lo scorso anno in enoteca, tomo tomo, cacchio cacchio, questa è, ahimè, la quinta passata alla storia, in pochissimo tempo.
E non ti dico della costanza qualitativa...




martedì 6 marzo 2018

Henri Bourgeois Sancerre Blanc Grande Réserve 2014




Come quei Sauvignon nostrani, organoletticamente ricchi, generosi, dalla carica aromatica persuasiva e con una lettura del terroir, nelle migliori delle ipotesi spuria e enfatizzata, quando non gonfiata?
No, affatto. Quelli dimenticali.

Da marne argillo-calcaree, calici dal corredo aromatico affilato e mai esplosivo, tuttavia di eleganza indiscussa.
All’olfatto pietre e agrumi. Stop.

Bocca che riproduce, con efficace coerenza, l’offerta olfattiva, arricchendosi di una precisa nota di frutta esotica, mentre cresce l’incedere della spinta minerale, davvero di appuntita persistenza. Stop.

Beva killer, penetrante ed irresistibile. Stop.

domenica 25 febbraio 2018

Terre di Toscana 2018 | Lido di Camaiore




Presso l’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore, domenica 4 e lunedì 5 marzo, si terrà l’undicesima edizione di “Terre di Toscana – Eccellenza nel bicchiere”.
Una full immersion nelle eccellenze della produzione vinicola toscana – “il più bell’evento sul vino toscano” - con la partecipazione di 130 selezionatissimi produttori – tante conferme e nuove realtà - con oltre 600 vini in degustazione.

Come di consueto, tutti i distretti vitivinicoli toscani rappresentati ad altissimo livello.
Dalle espressioni dei territori più noti come Montalcino ed i suoi preziosi Brunello, al Chianti Classico con i suoi rossi armoniosi e complessi; da Montepulciano con il Vino Nobile, all’elegante Carmignano e San Gimignano; dalla terra della Vernaccia, uno dei bianchi italiani più ricchi di tradizione. Potremo, inoltre, fare la conoscenza di zone vitivinicole di affermazione più recente, ma non certo meno note, come Bolgheri e la Maremma, o di quelle emergenti come Montecucco, Val di Cornia, Cortona, Pisa, Colline lucchesi e massesi. Fino ad autentiche nicchie di originalità come i Colli di Luni, la Garfagnana, il Casentino, il Mugello, l’Isola del Giglio, la Versilia.





Come sempre, il padiglione Golosizia, l’evento nell’evento, curato dal giornalista enogastronomico Claudio Mollo e dedicato all’alta cucina regionale. Nel corso di sfiziosi cooking show in forma di conversazione con il pubblico si alterneranno, anche quest’anno, ben sei chef all’opera, 3 la domenica, 3 il lunedì.
Largo spazio infine alla gastronomia, dove veri e propri artigiani del gusto - produttori di salumi, formaggi, olio, conserve e tanto altro - porteranno in assaggio e in vendita le loro bontà.

L’elenco delle aziende, i vini in degustazione e il programma completo della manifestazione, consultando il sito Terre di Toscana e seguendo le loro pagine social fb e twitter, per aggiornamenti in tempo reale.