mercoledì 22 ottobre 2014

Vini di Vignaioli 2014 | Fornovo di Taro




Domenica 2 e lunedì 3 novembre, appuntamento imperdibile, in quel di Fornovo di Taro, in provincia di Parma, per la consueta manifestazione di Vini di Vignaioli, giunta quest'anno alla tredicesima edizione

Raccomando questa kermesse, in special modo, a coloro che seguono, con attenzione, il mondo vitivinicolo bio. Un modo per entrare in contatto diretto con i vignaioli.

Anche quest’anno oltre un centinaio i vignaioli presenti, con la possibilità, come al solito, di acquistare i vini in degustazione. Ma Vini di Vignaioli non è solamente vino, troverete infatti un padiglione di prodotti agroalimentari, nonchè una sezione riguardante l'editoria di settore.

L’elenco completo delle aziende presenti, gli orari della manifestazione e altre info, consultando il sito.

martedì 21 ottobre 2014

Aoc Champagne Mailly-Champagne Brut Nature s.a. Francis Boulard




Mailly-Champagne è un piccolo villaggio della Montagna di Reims, area dominata per il 65% dalla coltivazione del Pinot Nero. La specificità di questo terroir consiste nel fatto che qui le vigne hanno, in gran parte, esposizione nord, ergo, maturazioni più lente che conferiscono alti livelli di freschezza. Aggiungo, infine, che qui il Pinot Noir è meno potente, ma ha più eleganza, di quello, ad esempio di Ambonnay.
Proprio qui Francis dispone di 0.60 ettari di vigne e da qui proviene questo assemblato 90 Pinot Nero e 10 Chardonnay.
La mia boccia – brut nature - arriva direttamente dalla cantina del produttore ed esiste anche in versione extra brut. Come riporta la retro etichetta, si tratta della vendemmia 2008, cui è stato aggiunto un 30% di vini delle annate 2007 e 2006 e ha due anni abbondanti di sboccatura (3 settembre 2012).

Il calice è oro chiaro, con bagliori verdi e una dritta catenella di bollicine molto filanti.
Il naso non tradisce l’assemblage, con la bacca nera che rivendica il suo ruolo mediante un dispiego notevole di fruttini rossi – lampone, ribes, fragola e ciliegia – ma anche bianchi – mela Golden, pera - cui seguono note agrumate e burrose, un po’ di pane tostato e un preciso profilo minerale, percorso da ricami salmastri.

In bocca entra fresco, ampio e vinoso, dritto, ma senza spigoli e di effervescenza vellutata. Uno champagne che trova subito la sua strada, anche al palato, e si sviluppa richiamando gli stessi aromi olfattivi, con il frutto molto operativo, pulito ed espressivo, raffinati cenni di mandorla e una dinamica tessitura minerale, precisa e costante.

Il dosaggio zero, non è fine a se stesso, ma sostenuto da ottima materia e bella acidità, con quel giusto tocco di Chardonnay che affina la bacca nera.
Equilibrio e giusta struttura per una bevuta vibrante dal primo all’ultimo sorso, in continua progressione. Finale teso e rinfrescante, profondo e molto persistente con ritorni speziati, salmastri e minerali molto puri.
Scialatielli con colatura di alici.


domenica 19 ottobre 2014

Igt Sicilia Grillo 2011 Barraco





Nino Barraco sappiamo chi è, cosa e soprattutto come lo fa, in quel di Marsala. A chiacchiere tutti fanno il vino in vigna. A chiacchiere. Nino, lui, è tra coloro che può sostenere, a pieno titolo e senza tema di smentita, di farlo in vigna.

Stappo e verso nel calice questo liquido dorato e luminoso. Annuso e lo trovo, inizialmente, un tantino riservato, timido, quasi volesse nascondersi. Tuttavia, un quarto d’ora gli è sufficiente per non tradire la sua origine.
Nino sei sicuro che, per fare prima, magari senza volerlo, non hai imbottigliato… l’acqua del mare che accarezza le tue vigne?
Al naso è diretto, pulito, franco e avverto, inequivocabilmente, ciò che le viti, col loro respiro, hanno trasferito negli acini: la salsedine, il salmastro, lo iodio, il sale, il minerale, l’alga. In mezzo a questi vortici marini, si ritaglia il suo spazio anche un’onda fruttata di agrumi, fichi, albicocche, con una increspatura di mandorla.

In bocca freschezza vibrante, a fortissima prevalenza iodata, salata, con marginale presenza di frutta gialla. Durata del flacone brevissima e inversamente proporzionale alla sua persistenza. Sul palato, salmastro e salato, minerali avvolgenze di alga e ostrica, con un tocco di scorza di cedro.

P.S. Leggendo il volume alcolico in retroetichetta – 14.5 gradi – mi sorge il dubbio che non sia acqua marina. Eppure, proprio questo impeccabile controllo e bilanciamento – per tutta la boccia alcol mai e sottolineo mai pervenuto – non dissipa tutte le incertezze sul quesito iniziale. Magari! A scanso di malintesi e fraintendimenti, puntualizzo, anche e soprattutto 4 dummies, che sto ironizzando.

P.P.S. Coloro che, spesso e giustamente, mi rimproverano di non indicare l’abbinamento, sappiano che gallina bollita, bagnetto verde e patate fritte, hanno esaltato le peculiarità di questo Grillo, evidenziando inoltre, il suo formidabile potere sgrassante.
Che bevuta, Nino.





Ho raccontato un altro Grillo a questo indirizzo:



giovedì 16 ottobre 2014

Piacere Barbaresco 2014 | Barbaresco




Segnalo, per questo fine settimana – sabato 18 e domenica 19 ottobre – l’appuntamento con l’ottava edizione della kermesse, organizzata dall’Enoteca Regionale del Barbaresco, in collaborazione con i comuni di produzione.

Quest’anno il focus riguarderà le annate 2009, 2010 e 2011 e vedrà la partecipazione di oltre cinquanta produttori, per oltre cento etichette in degustazione, con possibilità di acquisto dei vini assaggiati, presso l’attigua Enoteca Regionale.

La manifestazione, come di consueto, si terrà presso il Salone Consigliare del Municipio di Barbaresco, con orario 10-19, al costo di 20 euri per un giorno e di 35 euri per le due giornate.




mercoledì 15 ottobre 2014

Igp Venezia Giulia Verduzzo 2007 Bressan




Ho scritto, non molto tempo, fa di un macerato che non mi aveva convinto.
Resettate tutto e voltate pagina, qui è altra storia.

Vendemmia un po’ tardiva e lunga macerazione per un calice aranciato carico e intenso.
Al naso è freschissimo e con un forte incipit minerale, su cui si sviluppa una valanga di frutta gialla, anche tropicale – albicocca disidratata sugli scudi, nettarina e agrumi confit, fichi e datteri – una punta di miele, qualche erba essiccata di campo e una pulita nota ammandorlata.

Il palato, impressionante per freschezza e allineato in tutto e per tutto – come da ordini di Fulvio! – amplifica l’espressione olfattiva, con l’ampia connotazione fruttata – anche qui moltissima albicocca, datteri e cedro candito – che si divide il proscenio, senza pasticci, con convincenti e forti tinte di sapida mineralità.

Bottiglia equilibratissima, con la lunga macerazione che non ha affatto intaccato l’acidità e la verticalità dell’assaggio. Una piacevole verve tannica, ha contribuito a slanciare un sorso – pieno, asciutto e di fluida beva - che si è rivelato lungo, parecchio persistente e ha chiuso con netti rimandi di mandorla, dattero e sigaro.
Tranquilli, non ho fumato e non sto ridendo, in tavola solamente un assortimento di formaggi, a pasta dura, stagionati.

Un vino non facile e non per tutti, di carattere, con le palle, che non le manda a dire, come è nello stile del suo papà vignaiolo.
Per me un altro viaggio, appagante e indimenticabile, nell’enomondo di Fulvio.


martedì 14 ottobre 2014

Bollicine, Paranoie & Complessi di Inferiorità




Nei giorni scorsi, zappando sulla rete, mi sono imbattuto in una serie di ameni virgolettati – che prendo per buoni - rilasciati da Vittorio Moretti, fondatore e presidente dell’azienda franciacortina Bellavista, nel corso di un’intervista.

Nello specifico un passo non, ribadisco non, mi ha colto in contropiede: “…oggi a Erbusco produciamo il Bellavista, uno spumante che se la gioca alla pari con gli champagne francesi”.

Spumante, alla pari con gli champagne.

Oggi niente pistolotti e niente retorica.

Sorridere? Piangere?


lunedì 13 ottobre 2014

Aoc Champagne Blanc de Blancs Latitude Extra Brut s.a. Larmandier-Bernier




Il Latitude è uno Chardonnay in purezza, le cui uve provengono tutte dalla stessa latitudine, precisamente nella parte sud del villaggio di Vertus. E’ uno dei tanti Champagne che viaggiano abbastanza bene all’ora dell’aperò.

Giallo oro brillante, parte con una marcia olfattiva più incline al fruttato – limone, pompelmo e mela - che al floreale (timo). La classica espressione minerale e gessosa chiude, in progressione, questo percorso, onestamente un filo avaro, o magari solamente reticente.

In bocca non si disallinea, in buona sostanza, da quanto dimostrato al naso, con qualche lampo di agrume giallo ad illuminare un cielo molto gessoso e (troppo) acido, con una bollicina tesa e molto abrasiva.
Il Latitude passa velocino e saluta, con poca longitude.

Cosa è mancato? Quella conditio (o condicio) sine qua non, sulla quale batto da sempre: equilibrio.
Peccato, anche considerando che costicchia e mordicchia già un tot.

Allargando il discorso, senza per questo voler sostenere che di notte tutte le vacche siano nere, gli Champagne provenienti da questo villaggio – duri, austeri e, talvolta, inflessibili - continuano a non entusiasmarmi, anche scalando fasce di prezzo.
Sempre pronto, nondimeno, a cambiare idea davanti a un sorso étonnant.