giovedì 18 settembre 2014

Igp Colline Pescaresi Pecorino Plenus 2011 Marina Palusci





Questa azienda bio è, certamente, più conosciuta per il suo olio – molto buono – che non per la produzione vinicola.
Assaggiai questo vino all’ultima edizione di “bio&dinamica” a Merano, mi parve interessante e decisi di comprarne una bottiglia da gustare, con calma, a tavola, spinto anche dal fatto che le mie frequentazioni con questo vitigno si contino sulle dita di una mano.

Qui la fermentazione è spontanea e i lieviti sono indigeni, non si fa ricorso a filtrazioni, né stabilizzazioni.
Colora il calice con un giallo paglierino brillante. Le narici sono abitate da intensi profumi di erbe aromatiche e fiori di campo, pesca e agrumi con, sullo sfondo, una delicata nota minerale.

Morbido all’assaggio, esibisce, garbatamente e con discreta avvolgenza, freschi sapori floreali uniti a una bella espressione erbacea e vegetale. Buona acidità e sapidità appuntita pilotano, fino alla fine, una fresca beva, che si chiude mediamente persistente, su leggeri toni amarognoli e minerali.

Mi è piaciuto questo Pecorino, per giunta confortato dal fatto che, alle degustazioni, tra svariate disattenzioni e distrazioni, si riesca, talvolta, ad intercettare qualcosa degno di menzione, capace di conferme anche a casa.



martedì 16 settembre 2014

Aoc Champagne Rosé s.a. Veuve Clicquot




Mi piacerebbe intuire, captare, fiutare, cosa staranno pensando i miei lettori, qui e ora, dopo aver letto il titolo della bottiglia di oggi.
Azzardo: dal più educato sorrisino al dito medio levato, magari con un bel campionario di contumelie.
Pas de soucis. ¡Faltaría más!
Però c’è un però. Prima provare - meglio ancora a flacone coperto - poi parlare.
Detto, fatto e queste sono le mie, sindacabilissime, impressioni.

La Vedova in rosa – rosé d’assemblage - accoglie, all’incirca, Pinot Nero per la metà, completata da un 30 di Chardonnay e il resto Pinot Meunier.

Ehm…, rosa salmone brillante, con mousse esuberante e sottile perlage.
Il naso è un cesto, molto ordinato, di frutti(ni) rossi, anche selvaggi – ciliegia, lampone, fragola, ribes, arancia rossa – assistito da una bella espressione floreale – rosa in primis – e una buona fusione tra mineralità e speziatura.

Effervescenza cremosa e splendida freschezza vinosa, avvolgono una bocca di mirabile equilibrio. Un frutto croccante e sanguigno conferma la vivacità e l'elegante struttura – vince la sobrietà sulla potenza – temprate da spigliata acidità e agile integrazione tra vino e carbonica.
Passa il tempo e cresce la complessità del sorso, che riserva praterie a un’autorevole trama speziata fatta di cannella e noce moscata.
Chiude persistente su raffinati ritorni speziati, intrisi di sapide ventate minerali.

Mettete da parte, per una volta, i preconcetti, non snobbatelo e non bevetelo troppo distrattamente. Potrebbe sorprendervi.

Avec saumon sauvage fumé.




sabato 13 settembre 2014

Docg Chianti Classico 2009 San Giusto a Rentennano





95 parti di Sangiovese e 5 di Canaiolo per questo Chianti Classico che si annuncia rubino vivace e brillante.

Lo spettro olfattivo è piuttosto ampio, con una bella e tipica espressione fruttata che va dai piccoli frutti di bosco – mirtillo e fragolina - alla ciliegia, all’arancia rossa, cui seguono rinfrescanti toni floreali e balsamici, percorsi da sottile speziatura.

In bocca è fresco, gradevole ed equilibrato, ma un po’…tanto ermetico. Ho faticato a ritrovare, anche al palato, tutto ciò che, di bello, il bagaglio olfattivo mi aveva regalato. Tuttavia, conscio della qualità dei prodotti di quest’azienda e complice la mia pazienza (quasi) infinita, ho pensato fosse meglio lasciarlo tranquillo, ritapparlo e ritentare a distanza di 24 ore.
Mi è andata bene, giacchè ho incontrato, anche in bocca, quella pulizia aromatica che, solitamente, lo contraddistingue.
Così ho ritrovato freschezza e coerenza, spiccata acidità, ampia e profonda materia, tannini già inseriti. E’ mancato un poco l’allungo, ancorchè, tutto sommato il piacere, pur differito di un giorno, ci sia stato.


martedì 9 settembre 2014

Vdt Bianco Testalonga 2007 Antonio Perrino




Non resisto a lungo, lo so, e gira che ti rigira, le sue bottiglie – bianco o rosso, non fa differenza – presenziano sovente la mia tavola, ancorchè, non così spesso, ne scriva.

Il millesimo di oggi – già con qualche venerdì sulla gobba – ribadisce, tanto per, che le oltre 50 vendemmie non sono passate invano per il Nino. Siamo noi fruitori che, a volte, non prestiamo le necessarie attenzioni prima – occhio all’avverbio – di goderne.
L’esperienza mi ha insegnato che i suoi bianchi, ancor più dei rossi, vanno trattati con riguardo, molto, e, tra l’apertura della boccia e il consumo, ci vogliono e tempo, meglio se trascorso in caraffa, e temperatura quasi da rosso. Fidatevi di un vino quando non teme il caldo. Non rispettare queste semplici consegne, significa, viceversa, andare incontro a delusioni e sentenziare conclusioni affrettate e stroncanti.

Nel calice risplende di giallo dorato, con un naso immediatamente colonizzato da intense ondate marine e saline. Si sente il fiato, a lunga gittata, del mare.
E’ un cocktail di macchia mediterranea e iodio, di resina e zafferano, che si completa, all’ultimo, con scaglie di cedro candito.

Anche in bocca ritrovo il corredo marino, con tutto il suo mobilio. Acidità vibrante e bicchiere che col passare del tempo spicca il volo verso una complessità non così scontata in un bianco.
Sorso secchissimo, largo e assai persistente, con notevoli rimandi di iodio, resina e marosi di mineralità salata. 

Il legame col territorio, sano e leale, che hanno i vini di Nino. Sempre.


sabato 6 settembre 2014

Aoc Champagne Tradition Brut s.a. De Sousa




Questo 50 Chardonnay, 40 Pinot Nero e 10 Pinot Meunier costituisce il biglietto da visita della Maison. Siamo ad Avize, al centro della Costa dei Bianchi. I vigneti di Chardonnay si distribuiscono tra i villaggi di Oger, Cramant, Le Mesnil-sur-Oger e, naturalmente, Avize; mentre le due bacche nere provengono da Ay e Ambonnay.

La mia boccia arriva direttamente dalla loro cantina, con prise de mousse avvenuta il 7 febbraio 2012 e dégorgement l’11 settembre 2013. Neanche molto sui lieviti, giusto una bottarella. Nondimeno, quando c’è la qualità, questa compensa, ampiamente, altri elementi che, a prima vista, parrebbero di non secondaria importanza.

L’elevata percentuale dei due Pinot, contribuisce a colorare d’oro il liquido e, ovviamente, il lavoro non si arresta qui; anzi, prosegue con il naso, la cui quota di Chardonnay – un bel floreale di biancospino e mimosa - è addomesticata e regolata, di bella, dai parametri del Pinot Nero – lampone e fragolina di bosco, mirtillo, mora e una deliziosa mela Stark Delicious. Non passa molto e salgono sia gli agrumi rossi, sia il timbro di fabbrica di queste zone, il marino-gessoso.

Al palato entra freschissimo e rotondo – questo dovrebbe sempre fare un base che si rispetti - dimostrandosi ispirato ancor più di quanto non fosse già stato al naso. Finemente e con coerenza, esprime la struttura e il potere, quasi strapotere, della bacca nera, stavolta tenuto d’occhio dalla mineralità, che lo contrasta gagliardo e gli ribatte colpo su colpo. Ne scaturisce un sorso davvero equilibrato e trascinante, di buona lunghezza e media persistenza, con una cremosità accattivante, per un dosaggio che passa, praticamente, inosservato (7 gr./lt.)

Un ottima bevuta, costosa per un “base” - 25 euri f.c. – se confrontato con i prezzi di moltissimi altri, tuttavia ampiamente giustificato dalla qualità, qui molto alta, delle uve.


mercoledì 3 settembre 2014

Maison Philipponnat | Mareuil sur Ay - parte seconda



Dall’oscurità delle cantine, si ritorna in superficie e Nicoletta mi fa “vedere la luce”.




Partendo dal classico di casa...



...passando per questo, austero ed essenziale...



...arrivando alla purezza dello Chardonnay: grande freschezza e mineralità






La vie en rose


Rosé de melange con il PN vinificato in rosso proveniente dal Clos


Due bombe a mano che non fanno malò e neanche malé


La Grazia in vetro. Già ricco, con un bellissimo futuro



Viaggio in oriente tra frutta, spezie, e mineralismi. Brividi




60 Pinot Noir Ay & 40 Chardonnay GC per un 2000 che sposa eleganza a struttura


Ed ora entriamo nel Club Clos des Goisses - 70 PN & 30 Ch


Giovanissimo e promettente. Ti aspetto tra qualche annetto




Scintillante, intenso e potente




Maestose e paradigmatiche opulenze. Indimenticabile




Vedere e toccare la profondità della Luce. In silenzio





Senza l'intercessione del Guardiano del Faro, del signor Pepi Mongiardino e di tutta la Moon Import, che qui ringrazio apertis verbis, non avrei potuto raccontare questa esperienza visiva e sensoriale meravigliosa.






domenica 31 agosto 2014

Maison Philipponnat | Mareuil sur Ay - parte prima





Oggi vi porto nel Castello di Mareuil sur Ay, dal 1910 sede aziendale di questa storica Maison giunta alla sesta generazione. 
Già nel 1522 c’erano testimonianze circa la produzione di vino da parte di questa famiglia, che mette piede nell’universo Champagne verso la metà del 1900.
Ad attendermi, il mio mentore, la signora Nicoletta, italianissima e preparatissima, che si occupa di marketing e pubbliche relazioni.



Sì, ma procediamo con ordine...



…incominciando dalla vigna






Giusto a poche centinaia di metri dallo Château - non un vigneto qualsiasi - il mitico Clos de Goisses.
Il più vasto clos di tutta la Champagne - cinque ettari e mezzo - acquistato nel 1935.
Il riverbero della Marna arriva fin quassù.






Nicoletta allarmata e dal macigno e dal pressoir incombenti




La barricaia del Clos des Goisses



Adesso si scende nelle cantine del secolo XXVII



Blanc de Blancs sur lattes



qui in versione magnum



Clos des Goisses sur pupitres



Il CdG visto da vicino, sous liège




Quando si custodiscono tesori, il nome non è casuale: caveau



Cdg sur lattes










La parte più profonda della cantina, circa 13 metri



E questa è la mise sur pointe



Pronto per il dégorgement à la volée




A breve la seconda parte