venerdì 16 febbraio 2018

Gosset Champagne Grand Millésime 2006




Leggera prevalenza della bacca nera (55%), su quella bianca, per questo assemblato millesimato della casa di Aÿ, almeno 7 anni sui lieviti, niente malolattica, rémuage e dégorgement manuali, dosato a 8 gr./lt. e tirato in circa 70 mila bottiglie.

Di perlage elegante, parte con un naso col freno a mano tirato, il quale solamente più tardi intraprenderà un percorso meno circospetto e più coraggioso.
Si attacca, delicatamente, con crema pasticcera e limone, declinato in versione confit, susina e pera, cenni di biancospino e nuances ammandorlate.
Un profilo minerale, non travolgente, chiude il cerchio.

Al palato, scorre liscio e pettinato, pure un filo rotondo - sebbene le mie aspettative fossero alt(r)e - con poche incursioni nel campo della ricchezza gustativa, che resta, tutto sommato, ordinaria e prevedibile. Profondità non molto incisiva e sufficienza stentata anche sotto l’aspetto della persistenza.

Dalla «plus ancienne Maison de vins de la Champagne (1584)», qualche scatto in più è sempre atteso, non solamente gradito.



venerdì 9 febbraio 2018

Azienda Agricola Giacomo Brezza & Figli Barolo Cannubi 2004




Brezza: vignaioli in Barolo dal 1885, botte grande e lunghe macerazioni.
Già è bastante, per chi, come me, cerca e adora la classicità, senza tante supercazzole.
Ottomila bottiglie, da uno dei cru più celebri di Langa, dove si presume il Barolo sia nato.

Splendido granato trasparente, privo di derive mattonate.
Naso caldo e caleidoscopico: immancabile violetta, accompagnata da timo e alloro, poi sottobosco ed elegante frutta scura – ciliegia, prugna e mirtillo – con inserti speziati e umori di cioccolato fondente e china.

All’assaggio, il giusto calore, senza eccessi, nonchè una perfetta sincronia con il piglio olfattivo. Acidità robusta e rinfrescante, mai spigolosa, anzi piuttosto raffinata e di pregevole grana tannica. Struttura, equilibrio e composta ariosità.

Chiusura lunga e persistente con scatti finali di liquirizia, cacao e anice.

Il classico che non delude mai, per giunta da un’annata potente, che ha iniziato, da poco, a comunicare le proprie peculiarità.
Saprà crescere ancora.


venerdì 26 gennaio 2018

Azienda Agricola Fratelli Massa Fresia L’Avvelenata 2011




Avvelenata proprio no, tutt’altro, tuttavia incazzata, tannica e pure vinosa.
Ruspantina, ma schietta, sincera e buona, molto buona.

Aromaticamente ricca di frutta scura – dall’arancia ai classici del sottobosco – fiori appassiti, finemente speziata e con spunti sapidi.

Piacevolissima al palato, grip acido impennato e beva agilissima, davvero equilibrata, ancorchè la retro etichetta riporti la bellezza, si fa per dire, di quattordicigradipuntocinque di titolo alcolometrico.

L’identità, la tradizione e il territorio dei Massa.


venerdì 12 gennaio 2018

Charles Heidsieck Champagne Rosé Réserve s.a.




Il rosé non millesimato della casa, è il più classico degli assemblaggi champenoise – un terzo-un terzo-un terzo, dei tre vitigni più diffusi e conosciuti - con l’aggiunta di un 6-7% di Pinot Noir “fermo”, proveniente dalla Montagna di Reims, cui si somma un 20 per cento di vini di riserva.
Da un classico assemblaggio, un classico rosé, anzi, un classicone, da Grande Maison.

Naso fresco, ma rotondoso, civettuolo e ancora fortemente vinoso, di predominio fruttato – litchi e ribes, mela, fragola e i tipici fruttini di bosco – nonchè, in allungo,  un piacevole spunto agrumato. L’immancabile tocco floreale, che si lega con un profilo minerale, leggermente ferroso, chiude questo classico quadretto.

Bocca decisamente femminile, che non si smarca dalla traiettoria olfattiva.
Freschezza, a forte trazione fruttata, con bollicina di grana fine.
Sorsi, tutto sommato, equilibrati, per un finale discretamente persistente.

E’ il rosé delle Grandi Maison, talvolta anche delle nostre (grandi) occasioni.
Efficace all’aperitivo, performante a fine serata. E’ il rosé che molte volte ci è venuto, viene, e ci verrà ancora in soccorso. E’ la sua eleganza curvy e un po' ammiccante, sicuramente dosatuccia, che piace all’universo femminile e, ça va sans dire, pure a quello maschile.

Una boccia sempre a portata di frigo, à ne pas rater.



venerdì 29 dicembre 2017

Domaine Le Roc Des Anges Iglesia Vella Blanc 2010




Montner, Pirenei orientali, sotto la denominazione Côtes du Roussillon, questo Grenache Gris in purezza, da una parcella di oltre 80 anni, a pochi metri dal sito di una vecchia chiesa, Iglesia vella, in catalano.
In cantina, fermenta e invecchia in fusti di rovere da 500 litri di terzo passaggio.

Una colata d’oro nel calice, cattura il naso con intensi aromi di frutta matura - pesca, agrumi e melone – e tocchi floreali. L’ossigenazione, apre letteralmente il liquido, con affilata mineralità in primo piano, impreziosita da frutta secca – noce e mandorla – e delicate nuances di scorza d’arancia, zenzero e albicocca confit.

Olfatto che si stampa, precisamente, al palato, affascinato da finissima tessitura e vellutata tensione.
Secchissimo e salato, ampio e profondo, di persistenza che si misura in minuti.
Inutili altri giri di parole.
Purezza e precisione che emozionano.

Con agnello al forno.